testata perbenista
  • CAPORALATO NELLA SANITA' FRIULANA E PAZIENTI A RISCHIO

    PRIMA PUNTATA - Che il reparto di pronto soccorso, il servizio pubblico essenziale per antonomasia, debba essere appaltato ai privati, è segno chiaro che il sistema politico italiano è in grave crisi, irreversibile. Il sistema è molto semplice, quasi studiato a tavolino: ASU FC nel 2023 bandiva due concorsi per medici d’emergenza che andavano deserti e ciò legittimava ASU FC ad affidare a società private il servizio di pronto soccorso. Peccato però che la partecipazione a detti concorsi era preclusa ai medici stranieri sprovvisti del certificato di equipollenza del titolo di studi. Però qui sta il primo inghippo: dal periodo della pandemia, esattamente da marzo 2020, il nostro ordinamento si è dotato di una disciplina legale “emergenziale” che è stata prorogata, per ora, sino al 31/12/2027, che consente alle Aziende Sanitarie di assumere personale sanitario straniero anche in assenza di equipollenza della laurea. Il paradosso è che questi medici stranieri, nel 2023, all’epoca dell’apertura dei bandi di concorso, operavano già negli ospedali della nostra Regione, con condizione economiche e contrattuali nettamente inferiori rispetto a quelle dei colleghi medici assunti direttamente dalle Aziende Sanitarie. A ben vedere, si tratta di puro appalto di manodopera. In sostanza, una società tra tutte, la E-Health s.r.l., che non risulta specializzata in attività di pronto soccorso, recluta per tramite di una certa Milquita Velasquez, argentina che vive in Belgio, personale medico in Sud America. Non solo in Argentina, ma anche in Brasile, Venezuela,… La selezione è, di fatto, inesistente perchè la Velasquez e i suoi collaboratori non sono medici. I medici vengono recuperati nei loro Paesi d’origine, tramite social media e viene loro proposto un posto di lavoro presso un ospedale del nord Italia, collocato tra colline amene, tra la montagna ed il mare. Peccato che, solo una volta in Italia, questi medici si troveranno di fronte all’assunzione da parte di una società privata per essere però distaccati presso un’azienda sanitaria locale. Oltre alla sorpresa che il datore di lavoro non è un ospedale ma una società privata, le condizioni economico-contrattuali sono pessime. La paga oraria è di poco meno di 13 € lorde orarie. C’è da evidenziare che, molto spesso, questi medici sono costretti a lavorare a nero, privi di contratto e retribuzione, anche per tre settimana dal loro arrivo in Italia, come da loro stesso denunciato. Per non parlare dei corsi di formazione previsti dai bandi dell’ASU FC. I corsi di formazione specifici per l’attività di medico d’emergenza, sono organizzati anche mesi dopo l’inizio dell’attività lavorativa da parte dei medici stessi. E, per alcuni corsi, sono stati rilasciati gli attestati di partecipazione, senza che i corsi si siano mai tenuti. La cosa più sconcertante è che ASU FC è perfettamente a conoscenza, da oltre un anno, della condotta di E-Health. Ma non solo, anche l’apparato politico lo sa. (CONTINUA...)

realizzazione sito internet ivision web & software